CITAZIONE (Oskar @ 29/4/2009, 12:24)
Per salvare Mussolini, in Italia non fu sparato un solo colpo di fucile, nemmeno dalla milizia fascista. Non una voce si levò in sua difesa. A nessuno sembrò importare il modo umiliante con cui era stato liquidato: l' essere stato scacciato dalla presenza del re e spedito in carcere in una ambulanza. Al contrario: la sua caduta suscitò un giubilo generale. E anche il fascismo crollò non meno facilmente del suo fondatore." (William L. Shirer, "Storia del Terzo Reich").
Questo a livello generale di popolazione è un dato di fatto , che Shirer grande giornalista e scrittore americano ha sinteticamente ben descritto.
CITAZIONE (Oskar @ 29/4/2009, 12:24)
<i>"Mussolini cadde nel fatale errore di voler trasformare in una grande potenza guerriera e imperiale un paese che mancava delle risorse industriali necessarie per questo scopo e il cui popolo, a differenza dei tedeschi, era troppo civilizzato, troppo smaliziato, troppo realista per lasciarsi sedurre da tali vuote ambizioni. In fondo, il popolo italiano, a differenza dei tedeschi, non aveva mai accettato il fascismo. Lo aveva semplicemente sopportato, sapendo che esso rappresentava una fase transitoria. Di ciò Mussolini, verso la fine, sembra che se ne rendesse conto. (...)
(William L. Shirer, "Storia del Terzo Reich")
Sugli italiani e il fascismo è stato scritto tanto. Questa è una possibile interpretazione secondo mè molto vicina alla realtà dell'epoca e in generale alla realtà italiana degli ultimi secoli.
Il popolo italiano in generale è sempre quel "volgo disperso che nome non ha" che dipinge magnificamente il Manzoni nell'Adelchi.
E quale proverbio rende meglio il discorso che il classico adagio siciliano "Calati juncu ca passa la china" che rappresenta una sorta di invito a saper sopportare e ad aspettare tempi migliori?
Ovviamente poi anche in questi frangenti , intendiamoci , il pragmatismo regna sovrano ... "Francia o Spagna purchè se magna"

Ovviamente IMHO
P.S.
Io continuo a consigliare sull'argomento il piccolo sostanzioso ed esplicativo "marcia su roma e dintorni" di Emilio Lussu.

War is an ugly thing, but not the ugliest of things. The decayed and degraded state of moral and patriotic feeling which thinks that nothing is worth war is much worse. The person who has nothing for which he is willing to fight, nothing which is more important than his own personal safety, is a miserable creature and has no chance of being free unless made and kept so by the exertions of better men than himself.
John Stuart Mill
English economist & philosopher (1806 - 1873)